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Kenya: organizzare un itinerario indimenticabile sulle orme della regina Elisabetta

Kenya: organizzare un itinerario indimenticabile sulle orme della regina Elisabetta

Non avrei mai pensato di partire per l’Africa quest’anno e tantomeno avrei pensato di trovarmi qui a raccontare le emozioni vissute in un paese così lontano, invece eccomi nel tentativo di riepilogare esperienze e sensazioni per condividere con voi ciò che ho imparato su come organizzare un viaggio in Kenya seguendo un itinerario molto particolare.

safari nel masai mara: come fare

Consigli smart per prepararsi ad organizzare un viaggio in Kenya

Sicuramente il Kenya non si trova dietro l’angolo e le domande su come prepararsi ad un viaggio di questo tipo sorgono spontanee.
Me ne sono fatte molte prima della partenza e ad alcune ho trovato risposta solamente una volta arrivata il loco. Ecco perché come prima cosa ho pensato di condividere qualche tips and tricks che potrebbe semplificare l’organizzazione.

  • Profilassi e vaccini. Attualmente per organizzare un viaggio in Kenya non ci sono vaccinazioni obbligatorie.
    Rimane consigliata la profilassi antimalarica per viaggiare più sicuri e senza pensieri. Io personalmente ho deciso di farla assumendo il farmaco generico del Malarone e non sono stata colpita da nessun tipo di effetto collaterale di cui avevo paura prima di iniziare.
    I disturbi indesiderati di cui si legge su internet al momento di una ricerca relativa a questo argomento riguardano la profilassi fatta con un farmaco diverso, molto più economico.
    Il costo del Malarone infatti si aggira sui 58€, per un viaggio di una settimana ne occorre 1 scatola e mezza circa.
  • L’assicurazione sanitaria per un viaggio all’estero è sempre consigliata. Solitamente prima di partire io stipulo un’assicurazione in grado di coprire non solo le eventuali spese sanitarie ma anche la perdita del bagaglio e, a seconda della meta, anche altre eventualità. Con tutti i viaggi che questo 2017 mi sta riservando sto valutando l’ipotesi di provvedere ad un’assicurazione a lunga durata, permette di risparmiare decisamente sul lungo periodo.
  • Temperature in Kenya: “non tutto è caldo ciò che è in Africa”. Quando ho letto i dettagli d’itinerario prima della partenza ed ho visto i consigli relativi a indumenti caldi e giacche per il safari immediatamente mi sono sentita in diritto si sottovalutare la cosa. Stavo partendo per l’Africa mica per la Norvegia, in Africa fa caldo. Così ho messo in valigia solo un parka leggero e due felpe.
    Nei giorni seguenti ho ringraziato il cielo di avere quel parka leggero e quelle due felpe perché, soprattutto nelle prime località in cui abbiamo fatto tappa, le temperature in alcuni orari della giornata erano davvero più basse delle aspettative.
    Bisogna tener conto della stagione (e del fatto che il Kenya si trova nell’altro emisfero e quindi non coincide con la nostra) e dell’altitudine della località che si visiterà.
    Vi racconterò meglio come preparare la valigia per un viaggio in Kenya all’interno di un post dedicato, ma era necessario fare questo piccolo appunto.
  • – La moneta locale è lo scellino keniota ma è possibile pagare praticamente ovunque anche in dollari, perfino in mezzo alla savana. Il consiglio è quello di cambiare prima della partenza nella propria banca per cercare di avere le condizioni di spesa migliori.
  • – Praticamente tutte le persone con cui vi interfaccerete parleranno inglese, d’altronde vi troverete in località abituate al turismo. Qualcuno vi stupirà anche con l’italiano.

safari in kenya

Perché questo itinerario vale la pena di essere vissuto

Inizialmente avevo in mente di raccontare questo viaggio in un altro modo, magari di separare le tappe o di darne una chiave di lettura diversa.
Data la particolarità dell’itinerario però poi ho deciso che era necessario almeno uno sguardo complessivo, un racconto d’insieme.

Ecco perché questo primo post riguarda proprio il “Romantic Circuit”, itinerario ricostruito sulle orme del viaggio che la principessa Elisabetta fece insieme al marito nel 1952, diventando regina Elisabetta II nella notte in cui alloggiava presso una delle strutture di cui tra poco vi parlerò.

Sulla base della mia esperienza vi consiglio questo itinerario perché:

  • – Si tratta di un’escalation di emozioni, dove i safari giocano una carta fondamentale e le esperienze satellite arricchiscono il tutto di scenari e momenti indimenticabili;
  • Le strutture in cui ho alloggiato sono estremamente curate e particolari a tal punto da essere parte integrante dell’esperienza. Come sapete dai miei precedenti viaggi per me questo è fondamentale;
  • L’impressione di essere viaggiatori e non turisti. Si tratta di organizzare un viaggio ben diverso dalla settimana in resort cui spesso le persone sono abituate, anche se ovviamente ci si trova sempre in situazioni tutelate, sicure e confortevoli.
    Un vero viaggio alla scoperta del cuore del Kenya, e della sua anima.

cosa fare durante un viaggio in kenya

Come organizzare un viaggio in Kenya: le tappe del nostro itinerario

In post successivi tratterò le singole tappe in maniera più approfondita con dettagli e informazioni, ecco intanto una panoramica relativa all’itinerario nel suo complesso.
In caso vi occorresse invece aiuto nell’organizzazione pratica di itinerario e safari potete affidarvi ad Animal World Safari.

La prima tappa è stata Nairobi

Siamo rimaste in città giusto il tempo di una notte, riprendendoci dal sonno dopo un lungo volo con scalo ad Istanbul grazie alla comodità del Panari Hotel (a 10 minuti dall’aeroporto) per poi ripartire alla volta del primo parco nazionale sulla nostra mappa.

Se avete più tempo a disposizione da trascorrere nella capitale:
  • – Per vedere da vicino le giraffe si può pensare di prenotare (con parecchio preavviso) al Giraffe Manor, un boutique hotel decisamente unico.
    Qui i graziosi animaletti dal collo lungo vagano liberi ovunque e spesso si fanno trovare pronti per colazione, facendo passare le teste attraverso le finestre in cerca di compagnia.
    Se non dovesse più esserci disponibilità di alloggi è comunque possibile una visita al Giraffe Center, in cui l’hotel è inserito. Sarà facile in questo modo vedere le giraffe e dar loro da mangiare.
  • – Se avete voglia di una cena a base di carne il ristorante Carnivore sicuramente saprà come soddisfarla. Qui è possibile mangiare struzzo, coccodrillo, cammello immersi in un’atmosfera da predatori. Niente paura, vengono serviti anche piatti “meno audaci”, tutto con un’occhio di riguardo alla presentazione.
  • – Per una scelta completamente organica Bridges Organic. Nessun OGM, additivo o colorante ed ampio menù da cui scegliere qualcosa di fresco e gustoso.
  • – Se prima di partire per l’Africa vi siete innamorati di questo paese tramite opere come “La mia Africa”, un salto al Karen Blixen Coffee Gardens è d’obbligo. Si trova vicino al museo dedicato alla scrittrice, qui è possibile dormire in cottages, fermarsi per cena o anche per una pausa durante il giorno.

kenya itinerario

Seconda tappa: Aberdare National Park

Il Parco Nazionale di Aberdare si sviluppa ai piedi del monte Kenya, nell’area centrale del paese.
Abbiamo raggiunto questa zona in circa 4 ore di percorso su strada (partendo da Nairobi) grazie alla jeep che ci ha accompagnato durante i due giorni di permanenza.

Si tratta di una zona ricca di verde e vegetazione al di sopra dei 2000 m.s.l.m, in cui moltissime specie di animali trovano casa. Proprio in quest’area abbiamo infatti partecipato ai primi game drive, quelli che siamo abituati a chiamare “safari”.

  • – Una delle particolarità dell’Aberdare Forest è la possibilità di soggiornare in alloggi come il Treetops Lodge.
    Questo in particolare è considerato l’albergo più famoso del Kenya perché è proprio qui che la principessa Elisabetta diventò regina Elisabetta II in una notte.
    A mio avviso l’unicità di questo luogo è dovuta alla sua struttura, sopraelevata e locata di fronte ad una pozza per l’avvistamento degli animali. Ma vi racconterò tutto nel dettaglio in un post dedicato.

organizzare un viaggio in kenya

Terza tappa: Riserva Nazionale del Masai Mara

Inizialmente una riserva di caccia gestita direttamente dalle popolazioni Masai, attualmente è una riserva protetta divisa in diverse aree.
Abbiamo raggiunto il Masai Mara tramite un aereo da 14 posti atterrato al Mara Gate, una delle 6 airstrip presenti nel territorio.
L’esperienza incredibile è iniziata nel momento del decollo. L’atterraggio in mezzo alla savana su una pista di terra rossa con le zebre che correvano ai lati è stato un benvenuto insolito che già faceva presagire le grandi emozioni che avrei provato successivamente.

Qui ho trovato esattamente ciò che mi aspettavo a livello di panorama. Il cuore della savana, la terra bruciata, alberi solitari stagliati all’orizzonte e tantissime specie diverse di animali.

  • – Abbiamo alloggiato al Mara Engai, un complesso di luxury lodges a 1800 metri di altitudine arricchito da molte particolarità, una di queste è senza dubbio il fatto che non esistono confini con l’esterno e, quindi, con la natura e gli animali.

safari durante un viaggio in kenya

Quarta tappa: Mombasa

Dopo quattro giorni ricchi di emozioni dovuti alle esperienze di game drive ed a tante altre attività che non vedo l’ora di raccontarvi nello specifico, siamo infine arrivate sulla costa a Mombasa.

Mombasa è un’importante porto commerciale ed è un’isola sull’oceano indiano, per quanto vicina alla terraferma e collegata ad essa da ponti.

  • – Un termine di viaggio ideale per rilassarsi un po’ prima del rientro, godendo del caldo sole e della spiaggia bianca per qualche ora, magari in un’oasi di pace come il Severin Sea Lodge.
    L’esplorazione della città antica tra Fort Jesus ed il mercato delle spezie infine è un’esperienza da non lasciarsi sfuggire per completare il soggiorno.

kenya mare a mombasa

In ciascuna delle nostre tappe le “attività satelliti” cui abbiamo preso parte sono state fondamentali, aperitivi al tramonto sulla savana e cene davanti al fuoco ci hanno regalato importanti emozioni ed ecco perché le riassumerò tutte in un post per raccontarle al meglio.

Dopo questa panoramica su come organizzare un viaggio in Kenya sulle orme della regina Elisabetta vi aspetto per i prossimi racconti di questo paese, che magico lo è per davvero.

Se però questo primo assaggio di Kenya vi ha incuriosito e volete avere più informazioni dettagliate, o se volete scoprire tutti gli itinerari e tutto ciò che è possibile vivere in questo magico paese, vi consiglio di dare uno sguardo al sito ufficiale dell’ente del turismo.

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1 comment

  • Daniela

    agosto 8, 2017

    quante informazioni utilissime!
    bellissime foto 🙂

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